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CCCP FEDELI ALLA LINEA - Affinità divergenze fra il compagno Togliatti e noi (Cd)

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categoria:
» Segnalati da noi 


inserita da:
Fabrizio Pucci email di Fabrizio Pucci
pubblicazione: 16/01/2004

CCCP FEDELI ALLA LINEA - Affinità divergenze fra il compagno Togliatti e noi (Cd)
  

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recensione di Fabrizio Pucci

Ricordo quando sono andato a comprare questo disco, facevo le superiori e sinceramente per quanto già abituato a musiche di tutti i generi, l'impatto fu uno shock! I Cccp era provocatori fin dalla copertina e dal chilometrico titolo. Il disco originale è in vinile rosso, targato "Attack Punk Records", su un lato dell'etichetta c'è il disegno di un punk rannicchiato e dall'altro la scritta "Punk filosovietico/ musica melodica emiliana". I titoli sono presenti solo in un foglietto giallo interno intitolato "Tante domande, ed anche una risposta...". Vi racconto questi particolari perchè avendo preso anche la ristampa su cd della Virgin, mi sono accorto che poco è rimasto della grafica originale (in pratica solo la copertina esterna). Peccato: non si poteva mettere le altre immagini nel libretto interno (che invece non è presente)?
La musica e le parole comunque rimangono inalterate nel loro intento originario, quello di sorprendere e di fare sobbalzare dalle sedie quelle persone abituate a canzoni prefabbricate e predigerite!
Inizia con un lontano rumore di ferraglia, poi il grido "Cccp" irrompe inaspettato e le chitarre iniziano a grattare (nel vero senso della parola!). Nel ritornello "Fedeli alla linea e la linea non c'è" si parla di uno smarrimento morale ed etico, ma in realtà si inizia già a tracciare una nuova strada! Segue Curami con le chitarre accompagnate da un suono di campanelli e Giovanni Ferretti che dice con voce aspra "Prendimi in cura da te, curami, curami". Nel mezzo della canzone sembra quasi che il disco si incanti ripetendo di continuo "Solo una terapia, solo una terapia"! Mi ami? non è proprio una canzone d'amore: "Un'erezione, un'erezione triste per un coito molesto, per un coito modesto. Spermi spermi indifferenti, per ingoi indigesti". Trafitto rallenta un po' il ritmo che diventa invece furente hard-core nella successiva Valium Tavor Serenase. Il testo recita "Il Valium mi rilassa, il Serenase mi stende, il Tavor mi riprende. C'è chi dà energia e chi la porta via. E voi cosa volete? Di che cosa vi fate? Dov'è la vostra pena? Qual'è il vostro problema? Perchè vi batte il cuore? Per chi vi batte il cuore? Meglio un medicinale o una storia infernale? Meglio giornate inerti o dei capelli verdi?". Dopo avervi sparato questo popò di domande la canzone si trasforma nel valzer "Romagna mia" (con il testo cambiato per l'occasione in Emilia mia) per poi riprendere di nuovo con la parte hard-core: geniale! Con Morire arriva un'altra bordata di quelle che lasciano il segno: "Produci, consuma, crepa. Produci, consuma, crepa. Cotonati i capelli, riempiti di borchie, rompiti le palle, rasati i capelli, crepa, crepa". Noia abbassa un po' il flusso d'adrenalina, Io sto bene sottolinea che a volte il confine tra lo star bene e lo star male è più vicino di quel che si crede: "E' una questione di qualità, è una questione di qualità. O una formalità. [...] Come decidere di tagliarsi i capelli, di eliminare il caffè, le sigarette, di farla finita con qualcuno o qualcosa. Una formalità, una formalità. O una questione di qualità".
Allarme è cupa: "Muore tutto, l'unica cosa che vive sei tu. Solo tu, solo tu". La conclusiva Emilia paranoica è un vero e proprio delirio, ed è la canzone strutturalmente più elaborata.
In Italia ce ne sono stati davvero pochi dischi di rottura come questo. Aggiungeteci contenuto ed energia e avrete capito perchè si tratta di un disco indispensabile!

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