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recensione di Renzo Brollo
Esistono degli incroci di esistenze che, sanguisughe, succhiano la vita dalle altre? Esistono degli scambi non visti di energia, di fluidi che una goccia alla volta, ripresa per uno, stillicidio per l’altro, passano come vasi comunicanti da un cuore all’altro? Ti insegno a pulsare, giacché ti sei scordato come si fa. In cambio il mio battere, a forza di mostrarti il modo, si scorda il movimento. Paradossale, no? Tu cresci, io decresco. Tu torni, io me ne vado. Francesca Bonafini ce ne racconta due, spiegate in una storia a due voci, che su di un’immaginaria altalena vanno e vengono, salgono e scendono la cresta in un modo più avanti infinito. Lei ama la carne di Alfredo, ne ama i lineamenti, il modello matematico che la natura ha usato per crearlo. Non c’è niente nel suo corpo che non sia, per lei, bello, attraente. Una pianta carnivora che l’attrae anche se senza volerlo. E Alfredo accetta, l’ama per un qualche cosa che non sa dire. L’ama da subito, non sapendo il significato della parola amore. E' piuttosto l’ingrediente e la medicina che lo fanno vivere. Se non ci fosse lei, morirebbe. Sarebbe morto da un pezzo. E lei non può non cercarlo, non può non andare da lui, scovarlo e trattenerlo su questa terra, meravigliandosi lei stessa di quello che la sua testa le chiede di fare. Ma non c’è conflitto interiore, non è una costrizione o una gabbia. Anzi, quando Alfredo non è ubriaco o non è fatto è la sua pace. E’ quello che vuole. Ma che non può quasi mai avere. Che lui prende e scappa, morde e fugge insomma. Non sa essere diverso da quello che è sempre stato, vorace di queste “maschere” dentro le quali si rifugia. Una storia dolce, acida, di sentimento. Si sente la femminilità, la passione unica della femminilità, nei dialoghi di Lei. Un po’ meno presente nei racconti di Alfredo, dove se si fruga bene si scopre la mano di donna che regge il filo. Ma va bene, va molto bene. Ho letto il libro in un pomeriggio solo, evitando altri impegni, portandolo con me dove dovevo andare. L’ho letto in un pomeriggio solo perché sentivo di farlo. E se un libro ti chiama così prepotentemente, non si può non rispondere.
Francesca Bonafini è nata a Verona nel 1974, ha vissuto a Bologna e in Brasile. Ha pubblicato racconti su riviste e quotidiani ed è presente nell'antologia Quote Rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane (Fernandel, 2007). Ha collaborato con progetti musicali e scritto testi di canzoni. Mangiacuore è il suo primo romanzo.
Mangiacuore Autore: Francesca Bonafini Fernandel Editore pp. 127 - euro 12,00
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