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Racconto di Andrea Mela
Le attività motorie sono tante, innumerevoli. Messe tutte insieme formano un labirinto indecifrabile, qualcosa di simile ad un incidente tra un quadro cubista e un monologo di Luca Giurato. Ci sono i grandi sport classici che piacciono alla massa, come il calcio, la pallavolo, il tennis, il nuoto, la pallacanestro, il tressette e il gratta&vinci; ci sono sport più di nicchia che piacciono ad un gruppo ristretto di persone come la scherma, il canottaggio, la thai boxe, l’equitazione e il lancio della cartaccia dal finestrino; e ci sono sport estremi come il rafting, il jet ski e il paracadutismo che sono praticati solo da poche bande di svitati. Senza dimenticare, ci mancherebbe altro, tutta un’altra serie di attività motorie non meno importanti. Quelle da ufficio: lo scaricabarile e la battaglia navale; quelle domestiche: il lancio del telecomando e la staffetta poltrona-frigorifero; e quelle più o meno alla moda: lo spinning in spiaggia, il rugby subacqueo e il poker Texas hold’em su internet.
Un bel ginepraio. Alcuni illustri studiosi, a tal proposito, sostengono che la catalogazione di tutti gli sport sia essa stessa uno sport. Anche i ritmi quotidiani sono sempre più frenetici e spesso, tra il lavoro, la scuola, il tempo libero, le commissioni e gli impegni familiari, si arriva a tarda sera stremati. Meno male che, per il benessere psicofisico di tutti i giorni e per praticare qualsiasi attività fisica, sia a livello amatoriale che agonistico, c’è una disciplina semplice e polivalente che ci dà una mano: lo stretching. Poi eventualmente, se il logorio della vita moderna non accenna ad andarsene, un bicchierino di Cynar dopo i pasti non si nega a nessuno.
L’allungamento muscolare, conosciuto in tutto il mondo come stretching, è una tecnica di allenamento che consente di raggiungere grandi risultati e di mantenerli nel tempo: - flessibilità ed elasticità dei muscoli - miglioramento della postura - progressi nell’attività sportiva - capacità di riconoscere e interpretare le sensazioni del proprio corpo - miglioramento della coordinazione - prevenzione da traumi e infortuni - alleviamento dei dolori articolari - capacità di gestire la propria respirazione - rilassamento e benessere generale di tutto il corpo.
Ma attenzione al tutto e subito. L’errore più grave che commette chi inizia a praticare lo stretching è quello di dire: «Più provo dolore e riesco a sopportarlo, più l’esercizio mi farà bene». Ed è sbagliato pure molleggiare durante l’esecuzione, eseguire l’allungamento troppo velocemente e aggomitolarsi in una scatola di scarpe per farsi fotografare dagli amici.
Lo stretching va bene per tutti: esistono centinaia di esercizi, per ogni fascia muscolare, che si adattano ad atleti, amatori, bambini, anziani e donne in gravidanza. In ogni caso, affinchè l’allungamento muscolare sia efficace, basta tenere a mente alcuni semplici consigli: iniziare la seduta in maniera leggera per riscaldare bene i muscoli; fare sedute regolari di almeno venti minuti tre-quattro volte la settimana; ricordarsi di lavare il tappetino almeno una volta a settimana.
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