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Poesia di Michael Santhers
Ansioso come vecchio a fine corsa, non può sprecare tempo supplementare quando il vento pastore sulle colline raduna anni verso impaziente mannaia.
-In labirinti di chiodi al cervello i pensieri tornano a retromarcia e ventose appendono fotogrami monocolore a finestre sporche dell’anima pignorata.
Tra ieri lontano e domani legato a stesso nere radiche amare di denti spezzati a masticare spergiuri d’ilariche calunnie, una mano con miliardi d’additi silenziati d’orgoglio a molla saluta sconfitte, si piega a grilletto mira una croce di vetro appesa all’ignoto.
Poche righe d’anemia sorda a rendere marmorea intenzione fermare discolpe schernire pietà addormentare rimorsi.
Labbra zoppe d’attritico biascichi provano canzoni strampalate sottofondo a requiem placebo intento a tacitare qualche memoria e complotti dubbi d’estremo nefasto finale per riportare vuoti a Dio gli implori.
Vene in secca e globuli annaspano e sfiato d’organetto,allegrie non riuscite il respiro dietro battiti al petto salta fossi d’anima,trivellata a ricerca d’un senso al proseguo.
-La rabbia veleno di nervi,divora il dolore si dilania in indifferenza gommosa prostituta a cordogli intenzionati a chiudere libro mai letto ------------------------------------ Da.Destini E Presagi www.santhers.com
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