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poesia di Diana Galdenzi
Salate di lacrime le palpebre si dischiudono Inneggiando all’illusione di poter vedere oltre. Moralità infame, costruzione umana, Orge di pensieri che non posso arginare Nell’oscurità che si nasconde dietro la candida facciata. E’ l’inganno che subisco e procuro. Pensando alla mortalità Erronea e inconcepibile Sondo l’imponderabile enigma che sono. Ho mente e cuore per più di un’esistenza E il confine mi paralizza: L’ineluttabilità del destino è la nemesi invincibile. Nel tentativo di sopraffare il tempo Eludo ciò che è dovuto Come sangue che non coagula In un estatica danza. E bramo la nuda pelle Come fiera e ninfa. Il cuore non ha orecchie e si espande Il ventre non ha vergogna e desidera Gli occhi sono furtivi e penetrano. Voglio quelle mani Voglio quella sensazione Voglio una dimensione lecita Dove reificare l’illecito.
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