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La Banda del grano - recensione

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categoria:
» News 


inserita da:
Renzo Brollo email di Renzo Brollo
pubblicazione: 16/11/2006
aggiornamento: 17/11/2006

La Banda del grano - recensione
  

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news dalla redazione

Io degl’anni settanta, anni in cui è ambientata gran parte della vicenda di questo libro, ricordo la fine, mangiucchiati dalla tenera età che non lascia ricordi e dal terremoto che la plasmò rendendola speciale. Sicché del ragazzino quale è Andrea, protagonista tra altri piccoli protagonisti del libro, non ho assaporato quel gusto del branco fino a quando non tornai a galla dalle macerie di casa nostra, ricompattando una vita regolare con altri ritrovati coetanei che ancora sono con me e che avevo perso durante il tremolio del maggio millenovecentosettantasei.
Ma sto divagando, anche se un motivo c’è. La Banda del Grano è un libro che riporta a galla un’atmosfera più che una storia da seguire fin dove va, anche se le vicende non lasciano certo indifferenti. Ma la testa, la memoria e con essa certe malinconie che credevo sopite, si risvegliano e seguono pagina per pagina la storia della Banda, del piccolo gruppo di ragazzi che si compatta e che subito perde un elemento, il più debole, quello a cui non dovrebbe mai accadere nulla proprio per definizione. E mentre leggevo, mentre ricordavo me ed i miei fratelli con quei goffi giacconi di velluto a coste imbottiti di pelo, con quei pantaloni a zampa di elefante e quei berretti con i paraorecchi, sentivo l’arroganza del padre di Andrea salirmi dalle dita alla testa, certe volte così forte che smettevo di leggere, perché avrei voluto mettergli le mani addosso. Pensavo – i padri non possono essere così bestiali, così insensibili, così di parte. I padri hanno un punto debole con tutti i figli – ma nulla accadeva a portare conforto al mio pensiero e dunque riprendevo il racconto, grato all’autore di aver dipinto alcuni personaggi con certe tinte forti e ciniche, tanto adorate da chi ora scrive.
Fabrizio Bianchini, autore del libro, porta avanti questo racconto, uno strappo di provincia marchigiana di trent’anni fa, smascherando tutti gli spigoli di questa famiglia tipo, dove Andrea vive e sopravvive grazie alla comprensione di una madre, spostando l’attenzione sui vinili e sul primo vero amore della sua vita per evitare di soffocare nell’ira di un padre schiavo delle attenzioni della seconda figlia. Andrea vive per il gruppo e per Jenny, già sicuro che la sconfitta è dietro l’angolo, meravigliandosi poi dell’amore ricambiato, ma proprio per questo ancora più goduto e sofferto. E la Banda del Grano diventa quindi il centro della ragnatela a cui tutto fa riferimento e da dove tutto parte e viene interpretato. Così quando Simone, il più piccolo e muto, viene trovato morto, quando altri personaggi più o meno violenti entrano in gioco, la Banda del Grano macina una rivolta contro l’impossibile mondo degli adulti. I superstiti, Andra e Jenny, cercheranno nel solo modo che conoscono di riscattare il ricordo del piccolo Simone, trovando il colpevole. Ma non è la sorpresa di chi si scoprirà essere il vero assassino a rendere il libro interessante. E’ invece, come dicevo, la luce soffusa e nostalgica che entra in gioco leggendo, che non ti lascia finché la storia non torna ai giorni nostri. E’ la capacità di raccontare questa vicenda ritoccandola con la violenza fisica e giocosa dei ragazzini, unita a quella catastrofica degli adulti, senza abbandonare il punto di vista del bambino che non si stancherebbe mai di sognare.
Il libro si apre e si chiude nel ricordo di Simone, dentro al cimitero di Macerata, davanti alla sua tomba. L’incontro di Andrea e Jenny, il confronto con il passato ed il suo risultato, Andrea che non sembra essere diverso dal ragazzino che era e Jenny che forse rimpiange una strada non presa.
Un bel primo libro, molto forte al centro, laddove il nucleo pulsa e rimane vivo anche dopo aver voltato l’ultima pagina, una delle migliori ultime produzioni di Cicorivolta Edizioni.

LA BANDA DEL GRANO
Autore: Fabrizio Bianchini
Cicorivolta Edizioni
10,00 euro – 164 pp.

Fabrizio Bianchini è nato a Macerata nel 1961 e vive a Tolentino. Suoi racconti sono presenti in antologie pubblicate fra gli altri da Malaempora, Delos Books, Fandango. Suoi racconti sono inoltre apparsi nelle riviste letterarie Writers Magazine Italia, Proskpektiva.

© Infonet srl 

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